Parroci
La storia della chiesa Sant’Alfonso Maria de’
Liguori ha visto in sè numerosi sacerdoti adoperarsi, nel corso dei
secoli, per l’evangelizzazione della comunità del Castello di Belvedere
(o Monteleone).
Raccontare nei particolari la vita di ciascun sacerdote e gli
avvenimenti che li hanno caratterizzati o che li caratterizzano è senza
dubbio un’impresa ardua che richiederebbe del tempo per ricerche
approfondite in quanto la chiesa sino agli inizi del secolo ‘900 era di
proprietà privata. Ci limiteremo pertanto solamente a ricordare, grazie
alla collaborazione dei nostri nonni, il nome e pochi particolari dei
preti.
Fra questi in ordine di tempo: Garofano Luigi, don Santino da Mugnano,
il canonico Antonio Migliaccio proveniente da Qualiano, Gennaro Savino,
e di questi si sa che non potè testimoniare in un omicidio per il
segreto confessionale, Giaccio Michele di Quarto e Moio Giovanni, natio
di Quarto, e ordinato sacerdote a Pozzuoli.
Successivamente, con bolla dell'8 giugno 1945, la chiesa per volere del
Vescovo di Pozzuoli, mons. Alfonso Castaldo, viene elevata a parrocchia
e intitolata a "Sant'Alfonso Maria de' Liguori, alla Beata Maria Vergine
Immacolata e a Sant'Andrea Avellino".
In questa fase il parroco fu
don Salvatore Iovine, che la resse dal
1942, succedendo a don Giovanni Moio.
Don Salvatore rimane alla guida della comunità parrocchiale
fino alla sua morte nel 1955.
Gli subentra don Salvatore Brescia, che la regge fino al 1981, anno
della sua morte.
Successivamente per circa un anno don Antonio Di Pierno, Vocazionista,
parroco della chiesa S. Maria in Quarto, si occupò di celebrare la messa
domenicale. A questi, a causa dei notevoli impegni parrocchiali, che gli
impedivano di recarsi a Monteleone per la celebrazione, sempre più
spesso gli subentrava don Alfredo Mancuso, Vocazionista, e già parroco
di S. Antonio ai Pisani.
Questi, nel 1984, ricevette definitivamente la nomina di amministratore,
che ha tenuto fino al 1994, anno in cui venne nominato amministratore
della parrocchia
don Pasquale Sciccone, originario del posto e già
parroco della parrocchia Immacolata in Fuorigrotta.
Durante il periodo in cui l’amministrazione era affidata a don Alfredo,
e precisamente da febbraio 1991, arrivò nella parrocchia come manna
caduta dal cielo suor Anna Lombardi (n. 1930), meglio conosciuta come
suor Nina, religiosa professa delle Suore Piccole Missionarie
Eucaristiche, che con la sua laboriosità e tenacia, riuscì a far
rifiorire la parrocchia, che nel frattempo a causa di vari fattori
scaturiti dalla non stabilità del parroco nella zona, era oramai un
luogo frequentato solamente per le Sante Messe.
Durante questo periodo, alcuni edifici della parrocchia, compresa la
chiesa, vennero ristrutturati, grazie anche al grande interessamento di
don Alfredo.
In seguito all’amministrazione provvisoria di don Pasquale Sciccone, la
nomina passò a don Ciro Papa, che per motivi di salute dopo un anno
lasciò l'incarico a don Luigi Bergamin, che è rimasto fino all'8 gennaio
2002, giorno in cui con solenne celebrazione è stato nominato parroco
don Glicerio Abarquez.
Durante l’amministrazione di don Luigi Bergamin, suor Nina, che nel
frattempo aveva reso un grande servizio alla comunità di Monteleone,
lasciò l’incarico, per donarsi come suo costume ad una nuova comunità
(S. Martino) nei pressi dell’Abbazia.
