Il Castello di Monteleone
Il Castello di Monteleone (o Belvedere), è il più
antico dei Campi Flegrei. Esso si trova sulla sommità di una collina che
domina la piana di Quarto. Scavi fortuiti hanno permesso di localizzare
a pochi centimetri sotto il livello di calpestio ruderi di muratura in
opera reticolata di età romana.
Il castello venne edificato per volere di Federico
II di Svevia probabilmente intorno al 1227. Esso fu utilizzato sia come
dimora del sovrano, sia come centro amministrativo dell'azienda rurale
formatasi con l'accentramento delle Terre Regie di Aversa, Capua, e dei
casali napoletani del circondario.
Alla morte
di Federico II di Svevia gli successe il figlio Manfredi. Questi
non riuscì a tener saldo il potere come aveva fatto il padre e molte
comunità, soprattutto quella della Terra di Lavoro, si ribellarono al
suo potere e, in alcuni casi, questa ribellione portò alla distruzione
di quello che era di proprietà demaniale, e quindi è molto probabile che
tra gli anni cinquanta e gli anni sessantasette il castello venne
assalito dalle popolazioni di Capua, Aversa e Napoli, le quali
distrussero la struttura, simbolo dell'arroganza regia, incendiandola.
Nel 1275 venne ricostruito su richiesta di Carlo I
d’Angiò che trasformò la zona in una riserva di caccia, costringendo i
contadini del posto a trasferirsi sul luogo dell’attuale Marano.
Successivamente gli Aragonesi
preferirono frequentare Castello Caracciolo e così per l'edificio
cominciò la sua decadenza.
In seguito al conflitto franco-spagnolo (1501-1503)
il castello di Belvedere (dal nome della località dove esso era sito)
passò prima ad Alessandro di Costanzo, poi alla famiglia Pignatelli di
Monteleone (da qui l'odierno nome di "castello Monteleone").
Nei secoli successivi il castello è stato abitato
da famiglie di contadini del posto che in alcuni casi hanno apportato
anche delle modifiche alla struttura delle stanze. Ancora oggi l'interno
del rudero è abitato da alcune famiglie che negli ultimi anni hanno
realizzato dei veri e propri scempi modernizzando la struttura.
Ben poco resta oggi dell’antico splendore. Nel
cortile è un pozzo per raccogliere l’acqua piovana. Di fronte
all’ingresso è un doppio forno ancora funzionante. Sul cortile aprivano
le cucine, le stalle, i magazzini e gli alloggi per i servi.
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